Cecilia
Maraviglia (in arte Dottoressa Pulsatilla) è uno
dei sei formatori internazionali della Fondazione Theodora.
Le abbiamo chiesto di raccontare...
"Entro
in corsia e lo dichiaro: lo spirito aleggia!
Oggi sono nella mia giornata speculativo-filosofica. Ma
quale spirito? Quello di mia nonna, quello del fantasma
o il mio spirito, unica fragile difesa per comprendere
un mondo così complesso.
Soffio sopra una cartella medica e si trasforma nella
vela di una barca, sopra un apparecchio elettro-medicale
e le sue luci diventano raffinati comandi di un sommergibile.
Soffio su di una scarpa e mi coinvolge in un irrefrenabile
tip tap...
Sono un dottor-Sogno della Fondazione Theodora, nata in
Svizzera nel 1992, con lintento di alleviare le
sofferenze dei bambini ricoverati in ospedale.
Ci chiamano così, dottor-Sogno, che in francese
è ancora più bello: Doctor-Reve, e in tedesco
come si dirà? Doktor sognen, natürlich!
O sarà uno strano suono tipo Sprunz?
Ho fatto un bello sprunz questa notte! Che ne dici?
Mi rivolgo a un bambino. "E tu che sprunz hai fatto?"
Mi risponde serio, molto serio: "I sogni si raccontano
solo alla mamma o al papà. Tu non sei né
la mia mamma né il mio papà!" Hai ragione,
prima riflessione di questa mia giornata nel reparto di
Oncologia Pediatrica allOspedale San Gerardo di
Monza.
Hai ragione tu, non sono la tua mamma ma potrei essere
il tuo papà, che è seduto lì, con
il corriere aperto sulle gambe e i baffi che guardano
allingiù, mentre tu fai lennesima trasfusione
per guarire un cancro che ti ha colpito nel nucleo del
tuo sangue.
E così sto per sedermi lì, vicino al papà.
Mi presento mentre gli tendo la mano dandogli il buon
giorno. Questo è un gesto irresistibile, nessuno
sa rinunciarvi e anche questo papà mi concede così
per poco, ingenuamente, la sua mano tra le mie.
Le mie mani si sono magicamente incollate. Il papà
sembra non volersi più staccare da me. Lui sorride,
inizia a divertirsi, e io, in quella stretta di mano,
posso sentire tutte le emozioni di quel papà, che
sta accompagnando il suo bambino attraverso uno dei percorsi
più difficili che la vita gli propone.
In quel momento lamore che sento per quella coppia
è più grande di me, di loro, dellospedale,
della Fondazione Theodora e anche di soccorso clown, che
è la fondazione a noi concorrente. E questamore
che mi fa sapere tutto in un attimo: il lavoro del papà,
i suoi anni, il carattere, il segno zodiacale e a volte,
se il papà è sveglio, anche il nome, il
cognome suo e di tutta la famiglia.
Sì, perché io vedo tutto, anche in fondo
al mare. Vedo tutto e oltre. Oltre il papà cè
la bianca parete del box terapia n. 14, è lì
che mi ritrovo. Vedo tutto e oltre ma non ho visto lui,
il padre, e mi sono seduta pesantemente sulle sue ginocchia.
Quando me ne accorgo mi alzo di scatto e mi scuso in tutti
i modi.
Nel frattempo mi sono messa i baffi finti, e mi siedo,
giornale aperto sulle mie gambe, finalmente sulla sedia
vicino a lui.
Sorrido, rimango immobile e sussurro al bambino: "Ora
posso essere il tuo papà!?!"
Ride il bambino, ride il papà con i baffi risollevati.
Il miracolo è avvenuto!
Grazie Dio! Grazie Theodora mondiale!
E ora che faccio?
Ho finito l"intervento"?
Questa parola definisce la relazione tra chi dà,
con un obiettivo chiaro, e chi riceve, più o meno
inconsapevolmente se non del tutto, a sua insaputa. La
si usa nellesercito e qui in ospedale. Ma no, non
ho finito, anzi, ho appena incominciato! Non sono un clown,
sono un clown-dottore, e in quanto dottore sono il detentore
del Sapere. E un grande sapere che ha poco a che
fare con vene e arterie, ma si è trasformato in
saggezza, e questa nella più grande capacità
di ascolto.
So ascoltare.
Per imparare a potenziare questa capacità, che
è di tutti, ho lavorato molto su di me. Sono una
terapista craniosacrale, una terapista manuale, sono psicomotricista
e insegnante del metodo Feldenkreis.
Ora sono, insieme a Rodrigo Moranti, uno dei formatori
per lItalia della Fondazione Theodora. Formo i nuovi
Dottor-Sogno in tutta Italia e nel mondo.
Insegno quello che ho imparato, ad ascoltare. Ad avvicinare
gli altri sostenendo ciò che sono. A mettere al
lavoro la mia energia affinché venga trasformata
insieme allenergia degli altri. A creare momenti
dove ognuno si senta, nonostante il dolore, presente e
realmente creatore della sua vita. Per questo ridere per
me è solo una chiave per sentirmi più vicina
agli altri e solidale con loro. Il mio naso rosso, la
maschera più piccola del mondo, mi aiuta a lasciare
spazio alla partecipazione invece che alla critica. Ad
allearmi con tutti e istantaneamente. A disarticolare
ogni ruolo. Nessuno vuole sentirsi stupido, e non capire
lironia è una grande sfida che nessuno vuole
accogliere.
Per questo in mia presenza ognuno dà il meglio
di sé.
Ridiamo tutti e tre, e con quel ridere io divento qualcuno
di molto intimo. Qualcuno, ma nessuno in particolare.
Chi sono dunque? Un dottore perfetto per un bambino, un
clown del circo meno chiassone e un po più
tranquillo, un amico o il primario?
Personalmente mi presento come il primario del reparto,
e questo mi dà la possibilità, quando lo
incontro per davvero, di intrattenermi con lui in conversazioni
senza senso, da collega a collega. Ora posso iniziare
la mia buffa "visita" con il consenso del bambino
e del suo papà.
Durante la visita questo lo scrivo per far capire
praticamente il lavoro usiamo sia strumenti reali
dellospedale in modo fantastico, si strumenti fantastici
nel modo più vicino alla realtà. Ci avvaliamo
della giocoleria, della micromagia, di strumenti musicali,
del canto, del mimo e della danza.
Siamo artisti.
Abbiamo dunque coltivato con pazienza e disciplina le
forme artistiche prima menzionate, e doniamo questo nostro
sapere allospedale, nella speranza che, quando toccherà
a noi, si venga tutti curati anche con un po di
allegria e gioia.
Siamo dunque un servizio per lospedale e, infatti,
noi Dottor-Sogno veniamo retribuiti dalla Fondazione che
è sorretta da donazioni private. Dal 4 ottobre
1999 è nata una filiale Theodora in Italia, la
cui sede è stata accolta dallIstituto Gaslini
di Genova. In questo ospedale teniamo i nostri corsi di
formazione in stretta collaborazione con léquipe
dellIstituto."
Dottoressa
Pulsatilla
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