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La Fondazione Theodora è attiva in 7 ospedali in Italia
La Fondazione Theodora
è una organizzazione senza fini di lucro che ha come scopo l'alleviare le sofferenze dei  bambini ricoverati in ospedale tramite incontri settimanali con i cosiddetti "dottor Sogni", clown selezionati e formati al lavoro in ambito ospedaliero. Le visite sono offerte gratuitamente agli ospedali e sono possibili solo grazie alle donazioni di privati ed aziende.

Cecilia Maraviglia (in arte Dottoressa Pulsatilla) è uno dei sei formatori internazionali della Fondazione Theodora.
Le abbiamo chiesto di raccontare... 

"Entro in corsia e lo dichiaro: lo spirito aleggia!
Oggi sono nella mia giornata speculativo-filosofica. Ma quale spirito? Quello di mia nonna, quello del fantasma o il mio spirito, unica fragile difesa per comprendere un mondo così complesso.
Soffio sopra una cartella medica e si trasforma nella vela di una barca, sopra un apparecchio elettro-medicale e le sue luci diventano raffinati comandi di un sommergibile. Soffio su di una scarpa e mi coinvolge in un irrefrenabile tip tap...
Sono un dottor-Sogno della Fondazione Theodora, nata in Svizzera nel 1992, con l’intento di alleviare le sofferenze dei bambini ricoverati in ospedale.
Ci chiamano così, dottor-Sogno, che in francese è ancora più bello: Doctor-Reve, e in tedesco come si dirà? Doktor –sognen, natürlich! O sarà uno strano suono tipo Sprunz?
Ho fatto un bello sprunz questa notte! Che ne dici?
Mi rivolgo a un bambino. "E tu che sprunz hai fatto?" Mi risponde serio, molto serio: "I sogni si raccontano solo alla mamma o al papà. Tu non sei né la mia mamma né il mio papà!" Hai ragione, prima riflessione di questa mia giornata nel reparto di Oncologia Pediatrica all’Ospedale San Gerardo di Monza.
Hai ragione tu, non sono la tua mamma ma potrei essere il tuo papà, che è seduto lì, con il corriere aperto sulle gambe e i baffi che guardano all’ingiù, mentre tu fai l’ennesima trasfusione per guarire un cancro che ti ha colpito nel nucleo del tuo sangue.
E così sto per sedermi lì, vicino al papà. Mi presento mentre gli tendo la mano dandogli il buon giorno. Questo è un gesto irresistibile, nessuno sa rinunciarvi e anche questo papà mi concede così per poco, ingenuamente, la sua mano tra le mie.
Le mie mani si sono magicamente incollate. Il papà sembra non volersi più staccare da me. Lui sorride, inizia a divertirsi, e io, in quella stretta di mano, posso sentire tutte le emozioni di quel papà, che sta accompagnando il suo bambino attraverso uno dei percorsi più difficili che la vita gli propone.
In quel momento l’amore che sento per quella coppia è più grande di me, di loro, dell’ospedale, della Fondazione Theodora e anche di soccorso clown, che è la fondazione a noi concorrente. E’ quest’amore che mi fa sapere tutto in un attimo: il lavoro del papà, i suoi anni, il carattere, il segno zodiacale e a volte, se il papà è sveglio, anche il nome, il cognome suo e di tutta la famiglia.
Sì, perché io vedo tutto, anche in fondo al mare. Vedo tutto e oltre. Oltre il papà c’è la bianca parete del box terapia n. 14, è lì che mi ritrovo. Vedo tutto e oltre ma non ho visto lui, il padre, e mi sono seduta pesantemente sulle sue ginocchia.
Quando me ne accorgo mi alzo di scatto e mi scuso in tutti i modi.
Nel frattempo mi sono messa i baffi finti, e mi siedo, giornale aperto sulle mie gambe, finalmente sulla sedia vicino a lui.
Sorrido, rimango immobile e sussurro al bambino: "Ora posso essere il tuo papà!?!"
Ride il bambino, ride il papà con i baffi risollevati. Il miracolo è avvenuto!
Grazie Dio! Grazie Theodora mondiale!
E ora che faccio?
Ho finito l’"intervento"?
Questa parola definisce la relazione tra chi dà, con un obiettivo chiaro, e chi riceve, più o meno inconsapevolmente se non del tutto, a sua insaputa. La si usa nell’esercito e qui in ospedale. Ma no, non ho finito, anzi, ho appena incominciato! Non sono un clown, sono un clown-dottore, e in quanto dottore sono il detentore del Sapere. E’ un grande sapere che ha poco a che fare con vene e arterie, ma si è trasformato in saggezza, e questa nella più grande capacità di ascolto.
So ascoltare.
Per imparare a potenziare questa capacità, che è di tutti, ho lavorato molto su di me. Sono una terapista craniosacrale, una terapista manuale, sono psicomotricista e insegnante del metodo Feldenkreis.
Ora sono, insieme a Rodrigo Moranti, uno dei formatori per l’Italia della Fondazione Theodora. Formo i nuovi Dottor-Sogno in tutta Italia e nel mondo.
Insegno quello che ho imparato, ad ascoltare. Ad avvicinare gli altri sostenendo ciò che sono. A mettere al lavoro la mia energia affinché venga trasformata insieme all’energia degli altri. A creare momenti dove ognuno si senta, nonostante il dolore, presente e realmente creatore della sua vita. Per questo ridere per me è solo una chiave per sentirmi più vicina agli altri e solidale con loro. Il mio naso rosso, la maschera più piccola del mondo, mi aiuta a lasciare spazio alla partecipazione invece che alla critica. Ad allearmi con tutti e istantaneamente. A disarticolare ogni ruolo. Nessuno vuole sentirsi stupido, e non capire l’ironia è una grande sfida che nessuno vuole accogliere.
Per questo in mia presenza ognuno dà il meglio di sé.
Ridiamo tutti e tre, e con quel ridere io divento qualcuno di molto intimo. Qualcuno, ma nessuno in particolare. Chi sono dunque? Un dottore perfetto per un bambino, un clown del circo meno chiassone e un po’ più tranquillo, un amico o il primario?
Personalmente mi presento come il primario del reparto, e questo mi dà la possibilità, quando lo incontro per davvero, di intrattenermi con lui in conversazioni senza senso, da collega a collega. Ora posso iniziare la mia buffa "visita" con il consenso del bambino e del suo papà.
Durante la visita – questo lo scrivo per far capire praticamente il lavoro – usiamo sia strumenti reali dell’ospedale in modo fantastico, si strumenti fantastici nel modo più vicino alla realtà. Ci avvaliamo della giocoleria, della micromagia, di strumenti musicali, del canto, del mimo e della danza.
Siamo artisti.
Abbiamo dunque coltivato con pazienza e disciplina le forme artistiche prima menzionate, e doniamo questo nostro sapere all’ospedale, nella speranza che, quando toccherà a noi, si venga tutti curati anche con un po’ di allegria e gioia.
Siamo dunque un servizio per l’ospedale e, infatti, noi Dottor-Sogno veniamo retribuiti dalla Fondazione che è sorretta da donazioni private. Dal 4 ottobre 1999 è nata una filiale Theodora in Italia, la cui sede è stata accolta dall’Istituto Gaslini di Genova. In questo ospedale teniamo i nostri corsi di formazione in stretta collaborazione con l’équipe dell’Istituto."

Dottoressa Pulsatilla


Fondazione Theodora O.N.L.U.S.

Via Torino 2 - 20123, Milano

Tel:  0272546450  Fax : 0272546400

http://www.theodora.org
Email : manfredi.buonomo@tin.it